Galgano Guidotti, il cavaliere convertito
Galgano nacque a Chiusdino, nel Senese, intorno alla metà del XII secolo — la tradizione indica il 1148 — e morì il 30 novembre 1181. Le fonti agiografiche, di matrice monastica, ne descrivono una giovinezza dissoluta seguita da una conversione radicale e dal ritiro eremitico sul colle di Montesiepi. Fu canonizzato già nel 1185, pochi anni dopo la morte: uno dei primi processi di santità documentati dalla Chiesa. Il suo culto, intrecciato alla figura guerriera di san Michele Arcangelo, si diffuse rapidamente negli ambienti cavallereschi e negli ordini cistercense e agostiniano.
Il gesto: la spada fatta croce
Secondo la tradizione, nel giorno di Natale del 1180 Galgano, giunto sul colle, infisse la propria spada nella roccia per trasformarla in una croce. Nella Rotonda di Montesiepi un masso lascia ancora affiorare l’elsa e un segmento di lama, oggi protetti da una teca di polimetilmetacrilato.
La spada fino al 1924 circa era conficcata in una fessura della pietra e poteva essere estratta.
Relazione dell’indagine metallografica, 2001
Il luogo
La Rotonda di Montesiepi
La cappella che custodisce la spada — la Rotonda — fu consacrata nel 1185. La cupola, di matrice romanica, alterna fasce concentriche bianche e rosse che paiono propagarsi come onde dal culmine alle pareti. Alla Rotonda è addossata una cappella trecentesca affrescata fra il 1334 e il 1336 da Ambrogio Lorenzetti; gli affreschi, molto deteriorati, furono staccati e restaurati nel 1967, riportando alla luce le sinopie preparatorie.
Storia e scienza: l’indagine sulla spada
Nel gennaio 2001 la lama fu sottoposta a un’indagine metallografica coordinata dal professor Luigi Garlaschelli, dell’Università di Pavia, che ne confermò la compatibilità con un’arma del XII secolo. Lo studio ricostruì anche le vicende recenti dell’oggetto:
- Fino al 1924 circa la spada era conficcata in una fessura della pietra e poteva essere estratta.
- Dopo ripetuti atti vandalici, il pievano don Antonio Ciompi ne bloccò la lama colando piombo fuso nella fessura.
- In seguito fu cementata e infine protetta dalla teca di plexiglas tuttora visibile.
L’abbazia di San Galgano
Poco più a valle sorge l’abbazia di San Galgano, eretta dai cistercensi a partire dal 1218 e consacrata nel 1288. Gotico-cistercense, fu progressivamente abbandonata fino alla demolizione delle strutture superstiti nel 1783. Oggi è una delle rovine più suggestive d’Italia: una navata senza tetto, aperta sul cielo, con l’erba al posto del pavimento.
La spada nella roccia e il mito arturiano
Il parallelo con Excalibur è inevitabile. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la vicenda toscana — anteriore o coeva alla diffusione del ciclo bretone — possa aver alimentato l’immaginario europeo della spada nella roccia; altri vi leggono una convergenza di simboli cavallereschi e cristiani. Il dibattito resta aperto. La storia di Galgano, però, ha il vantaggio di un oggetto reale, ancora visibile, e di una datazione di laboratorio.