La Via Liquida
Documentazione del percorso degli antichi acquedotti romani nell'era della modernità liquida.
Il progetto nasce come riflessione sulla modernità liquida, concetto teorizzato dal sociologo Zygmunt Bauman per definire la nostra epoca: un tempo in cui tutto scorre e si trasforma, privo di punti fermi e certezze durature. In questo contesto, Brando Gallo intraprende un percorso fisico e simbolico seguendo il tracciato degli antichi acquedotti di Roma Est: circa cento chilometri che dalle sorgenti montane oltre Tivoli conducono fino a Porta Maggiore, che in epoca antica segnava l’ingresso alla città di Roma. Il percorso si configura come testimonianza del paesaggio, attraversamento di un territorio dove tempo e spazio si sovrappongono. Le tracce dell’uomo antico e moderno convivono come sedimenti della stessa storia, invitando a riflettere su ciò che lasciamo dietro di noi. La Via Liquida diventa racconto del fluire, dove l’acqua è metafora del tempo e la fotografia strumento per interrogarsi sul presente e sulla memoria.